Un gruppo di cittadini

Siamo un gruppo di cittadini convinti che Internet possa abilitare nuove forme di collaborazione tra istituzioni e cittadini. Esse consentono di mobilitare l’intelligenza collettiva delle comunità civiche e incalanarla verso fini comuni: questo, a sua volta, accresce di molto la capacità di governo amministrazioni in una società complessa, e dà una nuova freschezza alla partecipazione democratica, rigenerandola.

Rendere l’Italia un paese leader nell’Open Gov

Ci impegniamo a costruire un centro di classe mondiale per la progettazione e l’attuazione di tecniche di governance collaborativa. La visione è mettere a valore la pervasività di Internet e le straordinarie risorse di competenze e autonomia della società civile italiana per rendere l’Italia un paese guida nel mondo nella collaborazione tra cittadini e istituzioni; una collaborazione mediata e abilitata dalla tecnologia.

L’ondata di partecipazione che ha accompagnato le elezioni amministrative del 2011 ha mostrato la grande energia progettuale dei cittadini italiani. Eppure senza una struttura per incanalare i contributi di idee dei cittadini verso esiti concreti, l’ondata di partecipazione è destinata a rifluire. Se i cittadini non vedono il frutto del loro impegno, lo ritireranno, probabilmente con l’impressione di avere perso tempo e di essere stati in qualche modo ingannati; il passo avanti verso una cittadinanza attiva sarà seguito da due passi indietro verso posizioni ciniche e individualiste.

Ci impegniamo a costruire e lanciare una piattaforma di collaborazione in grado di evitare questo esito, e valorizzare invece la recente mobilitazione e quelle che verranno.

Il risultato che ci aspettiamo è l’allargamento degli spazi di partecipazione e l’accrescimento dell’impatto dei singoli cittadini – anche se non organizzati in partiti, sindacati, gruppi di pressione o altro – sulla cosa pubblica.

Una suite di strumenti per la collaborazione tra cittadini e istituzioni

Ci immaginiamo questa piattaforma non come un sistema chiuso, ma come una suite per la democrazia e il governo aperti fatta di elementi coerenti tra loro, ma in grado di funzionare anche indipendentemente l’uno dall’altro.

Ciascuna amministrazione, scegliendo di quali elementi dotarsi, sceglie anche il proprio terreno per collaborare con i cittadini.

Questa suite è fatta di software, modelli organizzativi e regole sociali, montati insieme a formare un’architettura della collaborazione. Per esempio, potrebbero esserci moduli per:

  • trasparenza politico-amministrativa, per consentire l’interazione tra cittadini e assemblee di eletti;

  • open data, per valorizzare il grande patrimonio di conoscenza immobilizzato nelle basi dati pubbliche;

  • decisione pubblica collaborativa, per migliorare la qualità dell’azione di governo con il ricorso all’intelligenza collettiva;

  • attuazione collaborativa di politiche pubbliche, per abilitare i cittadini a collaborare con le istituzioni nella policy delivery là dove possibile;

  • ascolto e analisi dei media, sia quelli tradizionali che soprattutto quelli sociali, per raccogliere le sollecitazioni dei cittadini e il loro sentiment nei confronti delle amministrazioni.

A misura di cittadini

La collaborazione che abbiamo in mente è centrata sulle persone. L’idea è quella di offrire uno spazio per l’azione diretta a chiunque voglia collaborare con le istituzioni, senza la mediazione di soggetti collettivi. Al centro della collaborazione che abbiamo in mente stanno gli individui: non “il Comune avvia una consultazione sulle piste ciclabili”, ma “Daniela Rossi collabora alla progettazione delle piste ciclabili”. I contributi individuali sono riconosciuti e valorizzati, e ciascuno partecipa a titolo personale. I soggetti collettivi – partiti, sindacati, grandi imprese – hanno già i propri canali di partecipazione.

Vantaggiosa e sicura per le amministrazioni

La collaborazione che abbiamo in mente apporta vantaggi concreti alle amministrazioni, accrescendo la loro competenza e capacità di agire con quelle della società civile; non è, quindi, un adempimento, nè un esercizio di buona volontà. In uno spazio aperto per la collaborazione la libertà di partecipare si esercita entro i limiti della costruttività e della pertinenza. Internet è piena di luoghi dove gli amministratori e il loro lavoro vengono criticati anche aspramente; noi intendiamo costruire spazi per la collaborazione costruttiva, e per questo è necessario che la conflittualità sia bassa e le energie disponibili vengano utilizzate per costruire.

Ci impegniamo a garantire che questi spazi non verranno usati per attaccare le amministrazioni che vi prendono parte, purché esse facciano uno sforzo di ascolto e collaborazione sincero e non di facciata, e ne rispettino le regole di ingaggio.

Modulare

I moduli della suite sono progettati come coerenti, ma indipendenti. Le amministrazioni sono diverse, e hanno esigenze diverse; intendiamo permettere loro di aprire solo i terreni di confronto su cui sentono un’autentica esigenza di confronto, e anzi incoraggiarle a procedere per gradi.

Aperta

Aderiamo al movimento open source e alla sua filosofia. Tutto il codice, sia quello informatico che quello sociale, sarà rilasciato con licenze aperte, per facilitare lo scambio di esperienze, abilitare l’innovazione aperta e contenere i costi a carico del contribuente. Dove possibile, riuseremo codice sviluppato da altri.

Costruttiva

La libera circolazione in rete dell’informazione accresce la capacità della cittadinanza di sorvegliare i propri rappresentanti e le proprie istituzioni. Si tratta di un’importante funzione della democrazia, e la prendiamo molto sul serio. Il cuore della nostra iniziativa, però, è piuttosto nell’accrescere l’efficacia dell’azione di governo arricchendola con il contributo di idee e competenze dei cittadini. Problemi pressanti e complessi sono sul tappeto (dalla crisi economica a quella ambientale): per risolverli abbiamo bisogno di istituzioni in grado di agire in modo saggio ed efficace.

Scalabile

In armonia con i principi dell’open source, vogliamo costruire una piattaforma che sia adottabile da qualunque tipo di amministrazione pubblica; e vogliamo che chiunque voglia adottarla possa farlo, anche senza il nostro permesso. Lavoreremo però in partenariato con una o più “amministrazioni bandiera”. Queste saranno pioniere nell’adozione della piattaforma; contribuiranno a definirne funzionalità e architettura della collaborazione; e saranno seguite con la massima cura da noi dopo il lancio.

In una rete globale

Il progetto nasce e muove i suoi primi passi in Italia. La scelta dell’Italia è dovuta al grado di autonomia dei soggetti della collaborazione cittadini-istituzioni, che è insolitamente alto su entrambi i lati. Dal lato cittadini, la società civile italiana mostra grande energia e iniziativa; dal lato istituzioni il decentramento amministrativo spinto del nostro paese permette e incoraggia la sperimentazione locale, senza attendere che si muovano i livelli amministrativi sovralocali.

Ma se nasce in Italia, il progetto deve crescere globale. Abbiamo rapporti internazionali al massimo livello nell’ambiente dell’open government, e li coinvolgeremo fin dalle prime battute per rendere la nostra piattaforma un prodotto italiano da esportare in tutto il mondo.

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