Regioni italiane

Le regioni italiane: la storia e le loro caratteristiche

L’Italia è un Paese con una spiccata tendenza regionalista. Questo non vuol dire che gli italiani non siano un popolo “patriottico“. Qualità questa che si manifesta in egual misura in tutte le regioni italiane. Un innegabile sentimento di attaccamento alla nazione esiste, ed è testimoniato dalla popolarità dell’Inno di Mameli, dal rispetto nei confronti del tricolore e dalla condivisione di alcuni valori tipicamente italiani, come l’ospitalità, la spontaneità, l’importanza attribuita ai legami familiari e l’amore per la buona cucina.
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Regioni italiane: il senso di appartenenza

Ciò non toglie che moltissimi italiani provino un forte senso di appartenenza alla Regione d’origine, che per alcuni è ancora più forte di quello nazionale. Questo è motivato dal fatto che le 20 Regioni italiane hanno delle peculiarità ben definite, quasi fossero dei “micro-Stati” che si distinguono tra loro per storia, tradizioni, dialetti e usanze. Ed è proprio la diversità culturale del suo territorio, insieme alle ricchezze artistiche e alle bellezze naturali, a rendere il nostro Paese così interessante, vario e amato nel mondo.
Qui di seguito, sul sito wikitalia , potrai trovare informazioni interessanti su tutte e 20 le Regioni italiane, con dei dettagli sulle loro particolarità geografiche, storiche e culturali. Probabilmente potrai trovare spunti da approfondire con ulteriori ricerche o persino delle ispirazioni per la tua prossima gita: perché viaggiare sempre all’estero, quando hai a disposizione 20 tesori da esplorare proprio sotto casa?

Regioni italiane: aspetti storici, geografici ed amministrativi

Se sei stato un buon studente a scuola (o se lo sei tuttora) dovresti ricordare due date fondamentali per la storia dell’Italia moderna: il 1861, anno di proclamazione dell’unità d’Italia, e il 1948, anno in cui è entrata in vigore la Costituzione. Quest’ultimo evento è di grande importanza per le Regioni italiane: questi enti territoriali hanno infatti avuto origine a seguito della promulgazione della carta costituzionale. Originariamente le Regioni erano 19, per poi diventare 20 nel 1963, quando Abruzzo e Molise vennero scorporate.Dal punto di vista amministrativo, le Regioni sono ripartite in Province e Città Metropolitane, eccezion fatta per la Valle d’Aosta, mentre l’ente territoriale più piccolo è il Comune. Gli organi legislativi e governativi principali sono il consiglio, la giunta ed il presidente della giunta. Quest’ultima figura viene eletta direttamente per mezzo di elezioni regionali a suffragio universale, alle quali partecipano tutti i cittadini maggiorenni residenti nei Comuni della Regione.
Cinque Regioni (Sardegna, Sicilia, Friuli-Venezia Giulia, Valle d’Aosta e Trentino-Alto Adige) presentano un cosiddetto statuto speciale e per questo motivo godono di un maggiore livello di autonomia. Rispetto alle Regioni a statuto ordinario, possiedono infatti maggiori competenze in ambito amministrativo, legislativo e finanziario.Relativamente alla posizione geografica, il territorio italiano viene comunemente diviso in tre grandi aree: nord, centro e sud. Il nord comprende otto Regioni, ossia la Valle d’Aosta, il Piemonte, la Liguria e la Lombardia a nord-est e il Friuli-Venezia Giulia, il Trentino-Alto Adige, il Veneto e l’Emilia Romagna a nord-est.
La parte centrale della penisola include invece Umbria, Toscana, Lazio e Marche, mentre del sud, detto anche Mezzogiorno, fanno parte la Campania, l’Abruzzo, il Molise, la Basilicata, la Puglia, la Calabria e le due isole maggiori: la Sardegna e la Sicilia.
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IL NORD

Valle d’Aosta

Con 3260 km² e 126 mila abitanti, La Valle d’Aosta è la Regione d’Italia più piccola e la meno popolata. Il suo statuto speciale è motivato dalla presenza di una minoranza di lingua francese, che attualmente corrisponde tuttavia solo all’1% dell’intera popolazione regionale. Probabilmente ti sorprenderà sapere che il franco-provenzale, un dialetto particolarmente diffuso nelle valli, è molto più utilizzato.
L’area ha preso il nome di Aosta in onore di Ottaviano Augusto, a seguito della conquista del territorio da parte dei Romani nel 25 a.C. Nei secoli recenti, la Valle d’Aosta ha fatto parte del Ducato di Savoia e del Regno di Sardegna, per diventare successivamente una Regione italiana.
Il capoluogo Aosta conta circa 35 mila abitanti, mentre altri centri importanti sono Sarre, Châtillon e Saint-Vincent, tutte cittadine che non superano le 5000 unità. Amministrativamente, la Regione è strutturata in base a comprensori montani denominati Unioni dei Comuni Valdostani.
Non deve stupirti il fatto che l’economia della Val d’Aosta sia basata sul turismo invernale: la temperatura qui può infatti scendere fino a -20° e le precipitazioni nevose sono abbondanti durante la stagione fredda.
Le montagne sono il fiore all’occhiello di questa splendida Regione, che annovera le quattro vette più alte d’Italia, ossia il Monte Bianco, il Monte Rosa, il Cervino ed il Gran Paradiso.

Piemonte

Il Piemonte è situato nella zona nord-occidentale della penisola ed è una della cinque Regioni italiane a non avere alcun sbocco sul mare. La storia di questa terra è indissolubilmente legata allo sviluppo del Regno d’Italia, che ha avuto origine proprio da quello Sardo-Piemontese. Torino è stata infatti la prima capitale italiana, dall’anno dell’unità fino al 1865.
Come suggerisce il nome stesso, il Piemonte occupa un territorio prevalentemente montuoso (la punta più alta è il Nordend con i suoi 4609 metri) ed è ricco di fiumi e laghi. Il clima è temperato-freddo, con inverni piuttosto rigidi ed estate afose.
Il capoluogo Torino è ovviamente la città più importante: conta un ‘area metropolitana di circa 2 milioni di abitanti che comprende poli industriali, culturali e artistici di livello nazionale. Sono molte le aziende storiche nate in questa città: FIAT, Iveco, Cirio, Lavazza, Einaudi, solo per citarne alcune.
Le altre province piemontesi, da nord a sud, sono Verbano-Cusio-Ossola, Vercelli, Novara, Biella, Alessandria, Asti e Cuneo. La popolazione piemontese supera di poco i 4 milioni e 300 mila abitanti, distribuiti su una superficie di 25.400 km².

Liguria

Se sei un appassionato della canzone d’autore italiana, non puoi non amare Genova e la Liguria. In questa Regione sono infatti nati o cresciuti i più autorevoli cantautori del Paese, come Fabrizio De André, Gino Paoli, Sergio Endrigo, Luigi Tenco e Bruno Lauzi. La fama di questa terra non si limita solo alla canzone: Genova è stata una delle Repubbliche Marinare, oltre che la città natale di Cristoforo Colombo.
La Liguria è una striscia di terra bagnata dall’omonimo mare e confina a ovest con la Francia, a nord con il Piemonte e a est con l’Emilia Romagna. Possiede una popolazione di circa un milione e mezzo di abitanti (un ligure su due vive nel capoluogo), distribuiti nelle quattro province di Genova, Savona, Imperia e La Spezia. A causa della sua morfologia, la Liguria gode di un clima mite, ma solo sulla costa: il resto della Regione è infatti montuoso e presenta in inverno temperature piuttosto rigide.
L’economia regionale si basa sull’agricoltura, l’allevamento, la pesca e l’industria (siderurgia, petrolchimica, metalmeccanica), quest’ultima strettamente legata al grande porto di Genova.

Lombardia

Tra le Regioni italiane, la Lombardia è quella con il maggior numero di abitanti: un italiano su sei risiede infatti sul territorio regionale lombardo. I 10 milioni di residenti sono concentrati nell’area intorno a Milano, capoluogo regionale e fulcro della finanza e dell’economia nazionale. Il resto degli abitanti è distribuito nelle altre province di Sondrio, Como, Lecco, Monza e Brianza, Varese, Bergamo, Brescia, Pavia, Lodi, Cremona e Mantova, su una superficie di quasi 24 mila km².
Il nome della Regione deriva da quello dei Longobardi, la popolazione germanica che nel VI secolo a.C. occupò gran parte della penisola, stabilendo la sede del regno a Ticinum, l’attuale Pavia.
La Lombardia è una terra ricca di splendidi laghi, tra i quali ricorderai sicuramente il Lago Maggiore, il Lago di Como, il Lago d’Iseo e il Lago di Garda. L’economia lombarda è trainata dalle numerose imprese, che operano soprattutto nel settore industriale, tessile e chimico. Se hai intenzione di raggiungere questa Regione in aereo, hai solo l’imbarazzo della scelta: il suo sistema aeroportuale è il migliore in Italia, grazie agli scali di Malpensa, Linate, Orio al Serio e Montichiari.

Veneto

Grazie alla presenza di città d’arte come Venezia e Verona, il Veneto è la Regione italiana che attira più turisti. I quasi 5 milioni di abitanti vivono nelle sei province di Belluno, Treviso, Vicenza, Padova, Rovigo e Verona e nella città metropolitana di Venezia, su un territorio di circa 18.400 km².
Geograficamente, il territorio del Veneto è molto vario, in quanto presenta zone collinari, montuose, pianeggianti e costiere, attraversate da molti fiumi. Per questo, il clima della Regione muta notevolmente a seconda della zona: relativamente mite vicino al mare e rigido in prossimità delle Dolomiti.
Le città venete hanno conosciuto periodi di grande splendore, soprattutto durante il predominio veneziano sui mari, che ha raggiunto l’apice nel XV secolo. Nel XIX secolo il Veneto ha dato vita ai moti risorgimentali, culminati con la proclamazione della Repubblica di San Marco nel 1848. Nel corso della Prima Guerra Mondiale, i monti veneti sono stati teatro di leggendarie battaglie contro l’esercito austriaco.
Una delle Regioni più ricche e produttive d’Italia, il Veneto ospita numerose imprese attive nel settore tessile, chimico e manifatturiero, che contribuiscono in maniera determinante al PIL nazionale.

Trentino Alto Adige

Il Trentino Alto Adige è una delle tre Regioni italiane a statuto speciale del settentrione d’Italia. La sua specificità dipende dalla presenza di comunità di lingua tedesca, situate prevalentemente nella provincia autonoma di Bolzano, oltre che dalla minoranza linguistica del ladino. Il capoluogo è Trento, città abitata da circa 120 mila abitanti (tutta la Regione ne conta invece 1 milione).
Potrai aver sentito indicare il nord della Regione con il nome di “Südtirol”: si tratta della denominazione austriaca dell’Alto Adige, zona appartenuta all’Austria sino al 1918.
La conformazione del territorio è prevalentemente montuosa, con vette che raggiungono i 3900 metri. Per questa ragione, il turismo è l’attività principale, sia d’estate che d’inverno. Sono numerose le stazioni sciistiche rinomate, come quelle di Madonna di Campiglio, Ortisei e Canazei, mete frequentate da migliaia di turisti.

Friuli Venezia Giulia

Il Friuli Venezia Giulia è una Regione ricca di particolarità linguistiche e culturali, motivo per cui le è stato attribuito lo statuto speciale. I suoi attuali confini sono il frutto delle due guerre mondiali: a seguito della prima, l’Italia ha infatti ottenuto il Venezia Giulia dall’Austria, mentre dopo il secondo conflitto il nostro Paese ha dovuto cedere alla Jugoslavia Fiume, Zara, insieme a diverse isole e valli circostanti. Crocevia di numerose culture, questa Regione ha riconosciuto come lingue ufficiali, oltre all’italiano, anche il friulano, il tedesco e lo sloveno.
Dal punto di vista amministrativo, il Friuli Venezia Giulia è stata la prima Regione italiana ad aver abolito tutte le province, che fino al 2016 erano Trieste, Pordenone, Gorizia e Udine. Il capoluogo Trieste conta circa 200 mila abitanti, mentre la popolazione regionale ammonta a 1 milione e 200 mila unità.
Questa Regione è ideale per le vacanze: potrai visitare grotte, montagne, zone costiere e valli suggestive e spettacolari. E se sei un appassionato di vini, qui potrai trovare produzioni di alta qualità, come il Pinot Grigio, la Malvasia Istriana e la Ribolla Gialla.

Emilia Romagna

L’Emilia Romagna è la sesta Regione d’Italia sia per superficie (22.452 km²), sia per popolazione (circa 4 milioni e mezzo di abitanti). Il suo territorio, che si estende dalle coste adriatiche fino alla Liguria, è in gran parte occupato dalla Pianura Padana ed è quindi prevalentemente pianeggiante, anche se presenta dei rilievi nella zona appenninica.
Come suggerisce il nome stesso, la Regione è nata dall’unione dell’Emilia e della Romagna. La prima comprende le province di Ferrara, Modena, Reggio Emilia, Parma, Piacenza, nonché la città metropolitana di Bologna (capoluogo di Regione), mentre la seconda include quelle di Rimini, Ravenna e Forlì-Cesena. Per la storia d’Italia, la città di Reggio Emilia possiede un forte valore simbolico, in quanto qui è stato esposto per la prima volta il vessillo tricolore, nel 1797.
Grazie alla presenza di aziende leader nel settore alimentare ed industriale, l’Emilia Romagna è una delle aree più ricche d’Europa, con un tasso di disoccupazione sotto il 4%. Il successo economico di questa Regione è garantito da numerose piccole aziende a conduzione familiare e dall’efficiente sistema delle cooperative, senza dimenticare i grandi marchi famosi in tutto il mondo: Ferrari, Ducati, Maserati, Barilla e tantissime produzioni eno-gastronomiche a marchio DOP.

IL CENTRO

Toscana

Il nome Toscana deriva dall’antica denominazione della Regione etrusca, ossia Tuscia. Dopo il crollo dell’Impero Romano ed il dominio bizantino, le città toscane hanno conosciuto un periodo di progressiva crescita, testimoniato dall’avvento di Pisa, la Repubblica Marinara che ha esteso il proprio dominio sul Tirreno. La Toscana è stata la culla del Rinascimento: nel Trecento e nel Quattrocento, centri come Firenze e Siena hanno attirato i migliori artisti dell’epoca, che hanno creato opere d’arte inimitabili. Allo stesso tempo, in queste città si è sviluppato un florido commercio, che ha contribuito allo nascita del settore bancario moderno.
La Toscana è oggi divisa nelle province di Firenze (capoluogo regionale), Siena, Prato, Pistoia, Pisa, Massa, Lucca, Livorno, Grosseto e Arezzo, che ospitano 3 milioni e 700 mila abitanti su una superficie di circa 23 mila km². L’economia della regione si basa su vari distretti industriali, sulle produzioni agricole e sul turismo, attività che attira circa 6 milioni di presenze ogni anno.

Umbria

L’Umbria è l’unica Regione centrale a non essere bagnata dal mare. Il suo territorio di 8.456 km² ospita una popolazione di 885 mila abitanti, distribuiti sulle due province di Perugia (anche capoluogo regionale) e Terni. Il paesaggio umbro è spettacolare: le colline, i laghi, i torrenti e i boschi sono impreziositi dalla presenza di città d’arte ricche di storia e cultura. Il nome della Regione deriva dalla popolazione che vi abitava in epoca pre-romana, insieme ai celebri Etruschi. Dopo la caduta dell’Impero, il suo suolo fu occupato da Longobardi e Bizantini, per poi essere diviso nei piccoli stati del periodo signorile.
Oltre alle prelibatezze della cucina tradizionale, il patrimonio umbro include monumenti, opere d’arte e numerosi monasteri sparsi in tutto il territorio regionale. Se ami l’epoca medioevale e rinascimentale, qui potrai trovare numerosi capolavori di quei periodi: chiese, cattedrali, basiliche, palazzi e affreschi di rara bellezza.

Lazio

Seconda Regione italiana per popolazione con circa 5 milioni 900 mila abitanti, il Lazio ha la particolarità di ospitare al suo interno un intero Stato, ovvero la Città del Vaticano. Questo fa si che la città di Roma sia particolarmente ricca di ambasciate: molti Stati ne dispongono due, una per i rapporti con l’Italia, l’altra per quelli con lo Stato Pontificio.
Il nome della Regione deriva da Latium, un’area che, ancor prima della comparsa di Roma, ospitava un popolo latino. La storia del Lazio è fortemente legata a quella dell’Impero Romano, che dopo aver raggiunto la massima espansione con Traiano nel 117 d.C. si è dissolto sul finire del V secolo. Dopo essere stato parte del Sacro Romano Impero, il territorio laziale è stato gradualmente incluso nello Stato della Chiesa, fino alla presa di Porta Pia nel 1870, che ne ha sancito l’appartenenza al Regno d’Italia.
Gran parte della popolazione regionale risiede nella capitale, città che ospita le sedi istituzionali dello Stato. Oltre a Roma, le altre province laziali sono Viterbo, Rieti, Frosinone e Latina. L’economia laziale poggia soprattutto sul settore terziario, sui servizi e sul turismo.

Marche

Probabilmente ti sarai chiesto perché il nome di questa Regione sia al plurale: la sua denominazione non deriva da quello dell’antica popolazione dei Piceni, che abitava quest’area in epoca pre-romana, bensì dal tedesco “mark”, ossia terra di confine. Nel corso della storia, i vari “marchesati” presenti in questa zona si sono successivamente riuniti, fino a dare vita all’attuale ente amministrativo regionale. Il suo milione e mezzo di abitanti è diviso nelle province del capoluogo Ancona, Pesaro Urbino, Macerata, Fermo e Ascoli Piceno, che occupano un territorio di poco più di 4900 km².
Il paesaggio è molto vario, in quanto comprende monti, colline e un lungo litorale di 173 km, caratterizzato dalla presenza di rinomati centri balneari.
L’economia marchigiana si basa su un interessante modello che coniuga la produttività delle piccole-medie imprese e la buona qualità della vita tipica dell’Italia centrale.

IL SUD E LE ISOLE

Abruzzo

Nonostante da un punto di vista prettamente geografico appartenga all’Italia centrale, l’Abruzzo viene comunemente incluso tra le Regioni italiane del Mezzogiorno per le sue affinità culturali e storiche con l’Italia meridionale. Il suo nome trae origine da Aprutium, l’area presso l’attuale Teramo, abitata dai Pretuzi prima dell’arrivo dei Romani. L’utilizzo del plurale (gli Abruzzi) è invece da ricondurre alla divisione in Abruzzo Citeriore e Abruzzo Ulteriore al tempo della sua appartenenza al Regno di Napoli.
La regione occupa un territorio poco superiore ai 10 mila km², con una popolazione di circa un milione e 300 mila abitanti. Il capoluogo è L’Aquila, mentre le altre province sono Pescara, Chieti e Teramo.
Questa Regione è ricca di affascinanti borghi, tra i più belli d’Italia: Castel del Monte, Scanno, Rocca San Giovanni, Castelli e molti altri. Accanto alle bellezze architettoniche, l’Abruzzo può vantare delle attrazioni naturalistiche di prim’ordine, concentrate nei vari parchi e nella zona appenninica. L’economia abruzzese è la migliore del sud Italia, grazie ad una crescita graduale che ha consentito alla Regione di emanciparsi dalla povertà dei primi anni ’50.

Campania

Al tempo dei Romani, il litorale tirrenico campano era denominato Agro Capuano, nome che si è progressivamente modificato fino a diventare Campania. L’area occupata dall’attuale Regione è stata oggetto di diverse dominazioni, per opera dei Longobardi, dei Bizantini, dei Normanni, dagli Spagnoli e dai Borboni. Proprio durante il periodo borbonico, fu parte del Regno delle Due Sicilie, prima dell’annessione al Regno d’Italia.
Grazie alla presenza del capoluogo Napoli, che da solo conta quasi un milione di abitanti, la Campania è la tra le Regioni italiane più popolose del Mezzogiorno e la terza in Italia, con i suoi 5 milioni 827 mila abitanti. Oltre a Napoli, le province campane includono Benevento, Caserta, Avellino e Salerno.
Geograficamente, la Campania è molto varia, in quanto presenta catene montuose e zone costiere con piccole isole, come Ischia, Capri e Procida.
I suoi innumerevoli tesori artistici ed architettonici rendono questa Regione una delle più importanti del nostro Paese dal punto di vista culturale, come testimoniato dai 6 siti UNESCO presenti nel territorio regionale.
Questo alimenta ovviamente il turismo, una delle attività economiche trainanti della Campania, insieme al settore dei servizi e all’industria.

Molise

Il Molise è stato creato a seguito della scorporazione con l’Abruzzo, al quale era unito sino al 1963. Con 4438 km², si tratta della seconda Regione più piccola d’Italia dopo la Valle d’Aosta. Il suo nome deriva da quello del feudo più importante, cresciuto progressivamente fino a diventare la contea dominante ai tempi di Federico II.
Il territorio molisano è diviso in due province, quella del capoluogo Campobasso e quella di Isernia, che insieme contano 308 mila abitanti.
La sua scarsa densità abitativa non consente una grande produttività economica, anche se il PIL pro capite è uno dei più alti nell’Italia del sud. Sebbene il territorio regionale non sia particolarmente esteso, il Molise può contare su una grande varietà di paesaggi, che includono monti, colline e zone costiere. Per questa ragione, il turismo e la ristorazione rappresentano una delle principali fonti di reddito insieme al settore dei servizi.

Basilicata

Ti potrai chiedere come mai gli abitanti della Basilicata si chiamino lucani. In effetti, il primo nome della Regione era Lucania, ancor prima di diventare un possedimento romano. La stessa denominazione fu utilizzata anche in epoca fascista, per poi essere sostituita con quella attuale a partire dal 1947. A sua volta, il nome Basilicata venne utilizzato per primo dall’imperatore Augusto e deriva da “basilikos”, ossia principe.
Nelle due province del capoluogo Potenza e di Matera, quest’ultima famosa per i suoi Sassi di Matera, risiedono poco più di mezzo milione di abitanti, distribuiti su un territorio di circa 10 mila km².
Il suolo è prevalentemente montagnoso e collinare, fatto che non facilita gli investimenti industriali, lo sviluppo intensivo dell’agricoltura e la capillarità dei trasporti. Ciononostante, l’economia lucana può contare sulla presenza di numerosi giacimenti di idrocarburi, il cui impatto sull’occupazione regionale sembra essere promettente.

Puglia

Così come nel caso dell’Abruzzo e delle Marche, anche la Puglia veniva declinata spesso al plurale, sebbene questa usanza sia andata perduta. La ragione dipende dalla ripartizione dell’attuale suolo pugliese in tre circoscrizioni differenti: in epoca angioina, per indicare l’intero territorio, si usava quindi dire “le Puglie”. Questa denominazione trae origine dal nome degli antichi abitanti, gli Apuli. Dopo il crollo di Roma, l’Apulia venne occupata dai Bizantini, dai Normanni, dagli Angioini, dagli Aragonesi e dai Borboni.
Le province del capoluogo Bari insieme a quelle di Lecce, Foggia, Taranto, Brindisi e Barletta-Andria-Trani occupano un territorio di circa 19.540 km², abitato da 4 milioni di abitanti.
La Puglia ospita il Tavoliere delle Puglie, l’area pianeggiante più estesa del Meridione, seconda in Italia solo alla Pianura Padania. Poiché il terreno pugliese è quasi del tutto privo di montagne, l’economia regionale poggia molto sull’attività agricola, un settore che è stato recentemente affiancato dal comparto tecnologico, chimico ed automobilistico.

Calabria

L’origine del nome di questa Regione è legato ad una storia singolare. La prima denominazione conosciuta della “punta dello stivale” era infatti Bruttium. Ancor prima, i greci usavano chiamare gli abitanti stanziati in quell’area “Itali“: a tutti gli effetti, questa è l’origine del nome del nostro Paese. Il termine Calabria veniva invece impiegato per indicare la Puglia. Con il passare dei secoli, dopo il dominio bizantino, il nome iniziò ad indicare unicamente la penisola calabrese.
Benché i confini della Calabria siano quasi interamente bagnati dal mare, la sua conformazione è principalmente montuosa, per via della presenza dell’Appenino Lucano e di quello Calabro. Per questa ragione molti dei suoi tratti costieri sono scoscesi e rocciosi, specie quelli sul lato tirrenico.
La Calabria è abitata da circa 2 milioni di abitanti, che risiedono nelle province di Catanzaro (il capoluogo regionale), Vibo Valentia, Crotone, Reggio Calabria e Cosenza.
Sebbene l’alto tasso di economia nascosta non consenta di avere dati certi, la Calabria è una delle regioni italiane più povere d’Italia. Malgrado questo, l’agricoltura (specie la produzione di agrumi) e il turismo sono due settori particolarmente produttivi.

Sicilia

La Sicilia è la prima Regione italiana per estensione, con una superficie di 25.832 km² sulla quale risiedono circa 5 milioni di abitanti, concentrati soprattutto nelle aree intorno al capoluogo Palermo, a Catania e a Messina. Per via della sua insularità, è una della cinque Regioni italiane a statuto speciale. Le province sono nove: Palermo, Agrigento, Catania, Caltanissetta, Enna, Messina, Ragusa, Siracusa e Trapani. La Regione comprende diverse piccole isole, 19 delle quali sono abitate.
La storia della Sicilia ha origine molto antiche. L’isola fu abitata dai Fenici e dai Greci, che lasciarono importanti testimonianze del loro passaggio. Dopo la dominazione romana, fu occupata dai Bizantini, dai Normanni, dagli Angioini e dagli Aragonesi, per poi passare ai Borboni. Il Regno delle Due Sicilie cessò quindi di esistere nel 1860, quando un plebiscito sancì l’adesione dell’isola al nuovo Regno d’Italia.
La Sicilia è caratterizzata da un territorio ricco di siti archeologici e di centri di grande importanza culturale, che affiancano bellezze naturali uniche, come ad esempio il vulcano Etna. L’economia si basa soprattutto sull’agricoltura, sul turismo e sull’industria, specie quella del settore estrattivo.

Sardegna

Con poco più di 24 mila km² di superficie, la Sardegna è la seconda tra le regioni italiane per estensione, seconda solo alla Sicilia. Tuttavia, la sua popolazione è molto più ridotta rispetto all’isola siciliana, in quanto conta un milione 650 mila abitanti. Dal punto di vista amministrativo, è una Regione a statuto speciale, per via della sua insularità e per l’utilizzo del sardo e del catalano, due idiomi riconosciuti come lingue minoritarie dallo Stato italiano. A seguito della riforma del 2016, le 8 province sarde sono state accorpate in quelle di Cagliari (capoluogo), Sud Sardegna, Oristano, Nuoro e Sassari.
La storia della Sardegna è antica quanto affascinante. Il popolo nuragico, vissuto nell’isola a partire dal secondo millennio a.C., ha lasciato numerose tracce, soprattutto nella forma dei Nuraghi, torri di pietra basaltica costruite probabilmente a scopo difensivo. Dopo la dominazione romana e bizantina, la Sardegna ha conosciuto il periodo dei Giudicati, al quale è seguito una lunga occupazione spagnola. Nella città di Alghero si utilizza tuttora il catalano antico, retaggio culturale della dominazione aragonese.
L’economia sarda è trainata fortemente dal turismo, in quanto l’isola attrae ogni anno milioni di turisti grazie alla bellezza delle sue coste incontaminate.

Le regioni italiane non bagnate dal mare

Le regioni italiane non bagnate dal mare sono quasi tutte concentrate nell’Italia Settentrionale e sono (partendo dal nord verso il sud):

  • La Valle D’Aosta
  • Il Piemonte
  • La Lombardia
  • Il Trentino Alto Adige
  • L’Umbria

Due particolarità da conoscere in merito alle regioni d’Italia non bagnate dal mare sono che nell’Italia centrale ne troviamo soltanto una, l’Umbria, mentre nel Sud Italia nessuna regione non è bagnata dal mare.

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