10 itinerari enogastronomici per conoscere meglio l’Italia

Diverse e variegate sono le bontà culinarie italiane che legano il proprio nome a città, regioni e determinate aree geografiche della nostra Penisola.

In questo articolo vogliamo presentarvi 10 località italiane che sapranno ampliare le vostre conoscenze paesaggistiche e culinarie, facendovi scoprire soprattutto interessanti itinerari enograstronomici.

10 itinerari enogastronomici

Perugia

La prima località della nostra lista è Perugia, con il suo cioccolato. Il capoluogo umbro, infatti, è sede della Perugina, storico e importante marchio legato ai prodotti dolciari italiani. È possibile visitare la casa del cioccolato della Perugina, a pochi chilometri dal centro storico della città. La prima parte del tour comincia con il Museo Storico Perugina, che racconta più di cento anni di storia imprenditoriale italiana, che ha coinvolto la produzione di cioccolato nostrano. Dopo il museo, comincia il tour all’interno della casa del cioccolato. La visita si conclude presso la fabbrica della Perugina, luogo in cui nascono le migliori delizie del cioccolato.

Romagna

Dopo l’Umbria, facciamo un salto in Romagna, a Cesena e Ravenna, per assaggiare una delle meraviglie enogastronomiche del nostro Paese: la piadina.

Diventata, un pò in tutta la nostra Penisola, un elemento essenziale a tavola, la piadina può essere farcita con salumi e formaggi o sostituire il pane ed è motivo di profondo orgoglio per i romagnoli.

Chi ama rispettare le tradizioni dovrà farcire la piadina con lo squacquerone accompagnato dalla rucola. Attenti però a non confondere la piadina con la piada, che invece è consumata tra Rimini e Cattolica e risulta meno spessa della piadina.

Castelluccio

La terza tappa di questo gustoso viaggio ci porta di nuovo in Umbria, a Castelluccio, per scoprire la terza bontà gastronomica del nostro percorso: la lenticchia di Castelluccio.

Situata a 28 km da Norcia, ogni anno il paese di Castelluccio attira circa 200.000 turisti che vengono per la fioritura dell’omonima piana, nota per i suoi itinerari in bici, escursioni e sport come il tiro con l’arco.

I piani carsici di Castelluccio sono a 1600 metri sul mare, in un territorio che rientra nel Parco Nazionale dei Monti Sibillini. La lenticchia di Castelluccio, prodotto IGP, ha una buccia sottile che facilita la sua digestione. Questo prodotto unico ha un valore nutritivo molto alto, soprattutto se associato ai cereali.

Sicilia

Per la quarta tappa del nostro tour andiamo a sud e sbarchiamo in Sicilia, regione da cui provengono i noti arancini, che assumono diverse varietà a seconda della zona dell’isola in cui ci troviamo.

L’arancino (chiamato così proprio perché ricorda per forma e colore tipico l’arancia) è una palla di riso fritto, di diametro fra 8 e 10 cm, e può essere farcito con ragù (la varietà più diffusa), pomodoro, mozzarella, piselli eccetera. Se si va nella parte orientale della Sicilia, si scoprirà che l’arancino può avere anche una forma conica.

L’arancino ha tantissime varianti, fino ad arrivare a quelle dolci, preparate con cacao e coperte di zucchero (nella zona di Palermo, per esempio, li si riempie di crema gianduia).

Basilicata

Ci spostiamo in Basilicata per visitare le terre in cui pascola un animale peculiare della Lucania: il Suino Nero lucano. Questa varietà di suino, che ci regala una speciale e saporitissima carne, ha rischiato l’estinzione a fine secolo scorso. Attualmente sono presenti 300 esemplari femmina distribuiti in 13 allevamenti.

Il Suino Nero lucano ha un suo consorzio di tutela, che punta all’incremento del numero di esemplari in tutto il territorio e che ha creato il marchio “Antico Suino Nero Lucano”, utile a identificare i prodotti di carne fresca che derivano dagli esemplari di suino nati negli allevamenti iscritti al consorzio.

Figline Valdarno

Risaliamo la penisola per giungere in Toscana e fare tappa presso la villa “Il Palagio”, molto nota dato che il suo proprietario è la nota rockstar Sting, ex-cantante dei The Police. La tenuta è situata nei pressi della città medievale di Figline Valdarno. La cantina de “Il Palagio” è diventata sinonimo di qualità per quello che riguarda la produzione di vini d’eccellenza italiana. Attualmente vengono prodotti 6 tipologie di vini di ottima qualità: Beppe Rosato, Message in a bottle bianco, Message in a bottle, Sister Moon, When we dance, Casìno delle Vie. Inoltre, vengono prodotti anche olio d’oliva e miele.

Bronte

Avete mai provato il pistacchio di Bronte? Se la risposta è no, fatelo subito.

Bronte si trova alle pendici dell’Etna, in Sicilia. La raccolta del pistacchio avviene alla fine dell’estate e rappresenta per gli abitanti e il territorio la maggiore fonte di guadagno, tanto da essere stato soprannominato “l’oro verde di Sicilia”. Il pistacchio di Bronte è un prodotto a Denominazione di origine protetta “DOP” dagli effetti benefici per il nostro organismo: aiuta il sistema cardiovascolare è privo di colesterolo e favorisce la riduzione di stress ossidativo e infiammazione.

Metapontino

Ritorniamo in Basilicata e segniamo sul calendario i mesi da Gennaio a Giugno: quello, infatti, è il periodo della fragola Candonga, frutto dal profumo pieno e avvolgente che viene coltivato soprattutto nella zona del Metapontino.

La fragola Candonga è tutelata e promossa da un consorzio nato nel 2013 e rappresenta una delle eccellenze ortofrutticole italiane. Le tecniche di coltura della Candonga rispettano l’agricoltura integrata riuscendo a preservare la genuinità del prodotto. Il suo marchio commerciale “Candonga Fragola Top Quality” denota la sua unicità come prodotto e modalità di coltivazione, che avviene esclusivamente in tunnel serra.

Mammola

Facciamo la nostra penultima tappa in Calabria dove si prepara con molta attenzione lo stocco di Mammola. Un tempo considerato il piatto dei poveri, lo stocco è ora parte della dieta mediterranea e della cucina tipica calabrese. Può essere preparato come antipasto o secondo piatto. Lo stocco di Mammola ha un sapore corposo, è di colore bianco e ha la forma di un merluzzo spugnato e aperto. La tradizione vuole che le famiglie mangino lo stocco di Venerdì santo e la vigilia di Natale.

Roma

Concludiamo il nostro itinerario enograstronomico nella capitale, per gustare la famosa trippa alla romana. Anche questo piatto nasce come specialità culinaria per i meno abbienti ricavata dalle parti di carne meno pregiate come gli stomaci dei bovini.

La trippa è composta da rumine, omaso e reticolo. Gli antichi romani la utilizzavano per preparare salsicce. Questo prodotto viene insaporito con due ingredienti che non possono mai mancare: pecorino e mentuccia fresca.

La trippa è consumata in varie zone d’Italia ma l’originale rimane pur sempre quella della città capitolina.

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